Archivio mensile:aprile 2014

Per vincere non basta il talento

Alberto Cei

Pubblicato il 25 aprile 2014 su “www.albertocei.com”

Vincere è un risultato veramente difficile da raggiungere e, nonostante gli anni di esperienza professionale nello sport di vertice, rimango ancora stupito di quanta energia molti atleti mettono nel boicottare il loro talento. Sono purtroppo numerosi i giovani bravi in uno disciplina sportiva, che nel momento di reagire alle difficoltà di una gara, non lo fanno e si abbattono sull’ostacolo. Che devono fare per migliorare? Spesso non accettano gli errori e sono poco disposti a quel lavoro mentale necessario proprio in questi momenti. Non basta il talento; ci vuole la voglia di pensare momento per momento, altrimenti si perde non la gara ma sopratutto la fiducia in se stessi.

Ode al calcio minore

Il senso di appartenenza e l’attaccamento al territorio sono le ultime roccaforti che offrono al calcio minore una strenua resistenza nei confronti del calcio d’èlite. Alcune osservazioni interessanti in merito, sono riportate nell’articolo di Emanuele Ferragina, articolo pubblicato il giorno 4 aprile 2014 sul giornale “Il Fatto Quotidiano”. 

2014-04-27_Ode al calcio minore_Emanuele Ferragina

La concentrazione determina l’intensità dell’allenamento

Il segreto di una seduta di allenamento svolta con intensità risiede nell’abilità dell’atleta di essere completamente focalizzato su ciò che deve fare. Sia che pratichi uno sport di combattimento o uno di precisione l’obiettivo dell’atleta dve essere identico: lavorare per restare focalizzato nei momenti che precedono ogni esercitazione. E’ qualcosa di assolutamente facile da capire, ma di solito solo gli atleti di alto livello si allenano in questo modo. La maggior parte invece pensa “è solo un allenamento”, non ho bisogno di tutta questa concentrazione, non è mica una gara. Non capiscono che se non si allenano in questo modo ogni giorno, non saranno capaci di mantenere l’attenzione necessaria in gara. La respirazione profonda e la visualizzazione sono le azioni che gli atleti devono praticare in modo continuativo. Devono iniziare la loro azione tecnica solo quando la mente è pronta a farlo, altrimenti si alleneranno in modo troppo meccanico con un ridotto impegno mentale. Il mio consiglio: fare un respiro profondo, quindi ripetersi mentalmente l’azione e poi effettuarla. Successivamente, dopo un breve periodo di riposo ripetere nuovamente questa sequenza.

Alberto Cei                                                                                                                                          www.albertocei.com

You’ll never walk alone

Una tragedia incommensurabile, una pagina dolorosa del calcio inglese; quel maledetto giorno di venticinque anni fa, a Sheffield, nello stadio di Hillsborough, si spegnevano le vite di 96 tifosi del Liverpool; “bloody day”! Andrea Tundo ricorda quell’evento nel suo articolo apparso il giorno 14 aprile sul giornale “Il Fatto Quotidiano”. A seguire un articolo di Luca Pisapia, articolo pubblicato il 15 aprile 2015 sullo stesso giornale.

2014-04-14_You’ll never walk alone_Andrea Tundo

2014-04-15_Hillsborough_Luca Pisapia

I genitori e l’atleta

Qualcuno afferma che gli atleti più bravi sono quelli orfani. Esistono genitori equilibrati che sostengono e appoggiano in maniera sana e obiettiva la pratica sportiva dei loro ragazzi? La domanda, apparentemente banale, nasconde al suo interno un argomento articolato che prevede diverse implicazioni di natura psicologica. Alberto Cei fornisce una pillola di saggezza nel suo articolo pubblicato il giorno 1 aprile 2014 sul blog “www.albertocei.com”.

2014-04-12_Il ruolo essenziale dei genitori nello sport_Alberto Cei

Giocatore meraviglioso e fuori dagli schemi

Giocatore meraviglioso e fuori dagli schemi: tutti ricordano il colpo di “Kung Fu” con cui stese un tifoso del Crystal Palace reo di averlo insultato, ma l’aneddotica potrebbe non avere termine.

Ecco cosa dice di Eric Cantona, Dario Falcini nel suo articolo apparso il 2 aprile 2014 sul giornale “Il Fatto Quotidiano”. Qualcosa però non quadra! Un atleta può comunque essere considerato meraviglioso, o semplicemente fuori dagli schemi, prendendo come esempio un atto violento come quello visto nella partita in questione? Si, c’è qualcosa che non quadra!

2014-04-04_Eric Cantona_Dario Falcini