Archivio mensile:maggio 2014

L’intensità qualifica l’impegno

Spesso gli steli ci dicono che loro s’impegnano al massimo ma che i risultati non arrivano, come è possibile? A mio avviso in questi casi, che sono frequenti, manca l’intensità durante le sedute di allenamento. Vuol dire che ci si allena ma non con la volontà di fare il proprio meglio ma più semplicemente per eseguire in modo corretto i compiti assegnati a loro, non è questo il modo di migliorare! Si migliora solo quando ci si impegna a dare il meglio di se stessi in ogni esercitazione altrimenti sarà solo un mediocre allenamento.

Alberto Cei

www.albertocei.com

Prandelli, Chiellini, il codice etico e i falsi moralizzatori.

In settimana si è scritto e discusso abbondantemente riguardo alla convocazione di Chiellini in nazionale dopo la squalifica di tre giornate, squalifica comminata dal giudice sportivo per punire la gomitata inferta dallo stesso giocatore juventino a un giocatore della Roma, durante una partita di campionato.
Prandelli, selezionatore (CT) della nazionale di calcio italiana e autore della suddetta convocazione, ha detto che ha visto e rivisto il filmato relativo al fattaccio e secondo lui quello non è un gesto violento (fonte Televideo RAI); questo è il motivo per cui ha convocato Chiellini in Nazionale.
Prendendo spunto dall’articolo di Luca Pisapia (http://www.sportandvictory.it/?page_id=181), vorrei formulare alcuni quesiti in merito a detta convocazione:

  • è compito del CT valutare se quel gesto sia violento o no quando c’è un organo di giustizia sportiva che ha comminato tre giornate di squalifica al giocatore della Juventus?
  • Il CT non dovrebbe, senza giudicare in maniera arbitraria, attendere l’esito delle valutazioni del giudice sportivo e in base a ciò prendere gli opportuni e inevitabili provvedimenti?
  • Il CT è o no un rappresentante istituzionale all’estero del calcio italiano?
  • Perché è affidato al CT il compito di redigere un codice di etica sportiva? Non dovrebbero già esistere un regolamento di disciplina e un codice etico a prescindere da chi siede in panchina per ricoprire l’incarico di Commissario Tecnico?
  • Perché il presidente federale o, quanto meno, i dirigenti responsabili della nazionale di calcio, non intervengono in merito a tale evento?

Lascio a voi le risposte a tali domande. Ognuno faccia le valutazioni del caso, magari senza essere tacciato di falso moralismo o di essere definito un opportunista moralizzatore.


Combattivi si diventa

di Alberto Cei
Pubblicato il 6 maggio 2014 su “www.albertocei.com”

La combattività è una dimensione psicologica importante che un atleta deve mostrare di possedere e padroneggiare. Essere combattivi significa essere tenaci e persistenti nel volere mantenere la propria prestazione anche di fronte alle avversità della competizione. Si può eccedere in aggressività, diventando fallosi e pericolosi per se stessi e gli altri. Al contrario si può rinunciare dopo il primo momento di difficoltà convincendosi che non c’è più niente da fare. Uno degli scopi dell’allenamento deve essere di incrementare la combattività così da poterla esprimere in gara.

Calcio: finale di Coppa Italia

Questa passata è stata una settimana di fuoco per il calcio italiano: finale di Coppa Italia, ultras, agguati, violenza, Genny ‘a carogna, Gastone, scontri fisici, pistole, feriti e chi più ne ha, più ne metta. A seguire una carrellata di articoli inerenti gli eventi funesti che hanno caratterizzato il maledetto pomeriggio di sabato, 3 maggio 2014, a Roma.

2014-05-11_Scontri Fiorentina-Napoli_Gabrile Corsi

2014-05-11_Genny a carogna_Luciano Casolari

2014-05-11_Genny a carogna_Achille Saletti

2014-05-11_Genny a carogna_Angela Vitaliano

2014-05-11_Genny a carogna_Alessio Pisanò

2014-05-11_Il calcio e la regola dell’illegalità_Marco Imperato

2014-05-11_Ultrà e identità_Andrea Bocconi

2014-05-11_Calcio e tifo_Andrea Viola