Archivio mensile:agosto 2015

Il diritto di crescere nei tempi e nei modi giusti

By Admin  –  Pubblicato il giorno 24 agosto 2015

Tarek Alzain - 01

Gli ultimi campionati mondiali di nuoto, disputatisi a Kazan in Russia, hanno visto la partecipazione alle gare di una bambina del Bahrein, atleta di soli dieci anni, Alzain Tarek (potete leggere i particolari della vicenda qui).
Per chi, come me, ha assistito a un numero considerevole di competizioni a livello giovanile, sia come papà di un atleta sia come dirigente di una scuola di sport, non rimangono inosservate alcune situazioni che si ripetono ciclicamente durante un evento sportivo; sono esperienze che fanno parte dell’arco temporale della vita di un giovane sportivo e che non possono assolutamente mancare per definire e delineare una sana crescita dell’atleta.
Per esempio, proprio nell’ambito del nuoto, accadono dei microeventi “pre e post” gara e mi domando se i genitori di Alzain si rendano conto dell’importanza degli stessi per una bambina di dieci anni.
Sugli spalti e negli spogliatoi degli impianti sportivi in cui si svolgono le manifestazioni giovanili, regna il “caos” più totale: i ragazzi vanno avanti e indietro nei corridoi o su e giù per le scale, si sdraiano per terra facendo finta di riposare, si scambiano pettegolezzi e confidenze, scattano foto in continuazione, si muovono perennemente, intessono intense relazioni sociali con i loro pari età, sporadicamente vanno alla ricerca dei genitori per condividere un momento di conforto, di gioia o di amarezza per i risultati ottenuti; diversamente sugli spalti e nei meandri dell’impianto sportivo in cui avviene una “top level competition”, gli atleti sono seguiti passo passo, seguono a loro volta rigorose procedure e comportamenti, si concedono pochissimi momenti di “relax” totale. I genitori di Alzain comprendono questa differenza?
Nella cosiddetta “camera di chiamata” di una manifestazione di nuoto giovanile (“call room”, luogo dove gli atleti attendono la loro chiamata per presentarsi a bordo vasca un attimo prima della gara), la maggior parte dei ragazzi si comporta in maniera gioviale: assiepati uno accanto all’altro, in piedi, i giovani ridono, scherzano, parlano, si confrontano e comunicano tra loro; è anche questo un modo per abbassare i livelli di tensione e trasmettere le emozioni positive che vivono in quegli istanti; nella “call room” di una competizione di altissimo livello, gli atleti (la stragrande maggioranza di essi) rimangono seduti in silenzio, sono estremamente concentrati, posizionano meticolosamente la cuffia e gli occhialetti sulle loro teste, i loro volti sono molto seri e l’unica cosa che si possono permettere è quella d’incrociare lo sguardo dell’avversario. Ancora, i genitori di Alzain comprendono l’importanza e l’utilità di questa differenza?
Negli eventi a carattere giovanile, generalmente, anche se la gara è andata male, se i risultati sportivi non sono soddisfacenti, a fine gara, dopo qualche minuto di comprensibile sconforto da parte dell’atleta, quest’ultimo si tuffa nuovamente e prontamente nel clima festoso che lo circonda e riprende come se fosse niente le proprie attività di comunicazione sociale con i propri simili; a livello di categoria “seniores”, è più difficile che ciò accada perché generalmente l’atleta ha concentrato tutta la sua preparazione atletica, tecnica, tattica e psicologica sull’evento in questione; quindi qualsiasi fallimento, piccolo o grande che sia, potrebbe portare complicazioni a livello comportamentale e momenti di tensione nei confronti delle persone circostanti, per lunghi periodi di tempo. Infine, i genitori di Alzain sono consapevoli della differenza tra queste due diverse situazioni?
Incomprensibile, invece, è il fatto che la FINA (la federazione mondiale di nuoto) non dia il giusto peso a queste differenze e non abbia ancora istituito, per alcune manifestazioni come per esempio i campionati mondiali, un’età limite inferiore per cui i giovani “sotto età” non possano competere, magari con atleti molto più vecchi. Curioso il fatto che la LEN, la federazione europea di nuoto, in contrapposizione con la FINA, abbia stabilito invece questa età minima (quattordici anni) per le competizioni relative al vecchio continente.
D’altra parte, completamente fuori luogo è il commento dell’allenatore della squadra tedesca, Henning Lambertz (“Bisogna vedere quanta libertà o quanta pressione abbia la ragazza da parte dei genitori e dei parenti; penso che una ragazzina di dieci anni è meglio che giochi al parco piuttosto che essere in una Coppa del Mondo”); forse è meglio che Alzain abbia vicino qualcuno che le insegni a crescere come atleta, nei tempi e nei modi giusti, e forse è meglio che il sig.Lambertz continui ad allenare atleti di una certa età evitando assolutamente di dedicarsi ai settori giovanili.

Doping, scommesse e antisportività

By Admin  –  Pubblicato il giorno 17 agosto 2015

Calcioscommesse - 03    Doping - 03

Ancora non si attenua l’eco dello scandalo che ha coinvolto la Federazione Internazionale di Atletica Leggera (IAAF); sembrerebbe che, nelle competizioni svolte dal 2001 al 2012, dopo gli esami di controllo antidoping, un atleta su sette presentava valori ematici “incredibilmente anormali” e che la Federazione stessa abbia nascosto queste rilevazioni. Inoltre, come ogni estate, ancora una volta, assistiamo alle iperboliche indagini e conclusioni della giustizia sportiva del calcio italiano in merito alle presunte “combine” inerenti il calcio scommesse. “Doping” e scommesse vanno a braccetto per una sola semplice ragione: in fondo, per la stragrande maggioranza del pubblico, non sono temi che possano mettere in discussione l’inizio e la prosecuzione degli eventi sportivi con tutti gli attori e gli addetti ai lavori previsti dal programma stabilito. The show must go on! Questo vuole la grande maggioranza dei tifosi al di là di tutti i “perbenismi” e delle indignazioni di circostanza. Molti tifosi si nascondono dietro al concetto che, in realtà, questo è fortemente voluto dalle potenti organizzazioni internazionali (anche illegali), dai signori del malaffare, dai cosiddetti “poteri forti e occulti” in ambito sportivo; tutto ciò allo scopo di raggiungere gli obiettivi legati al “business” facile, al mantenimento dello “status” istituzionale, al potere e ai soldi. Ma non è cosi! La domanda è forte, troppo forte; i tifosi vogliono vedere lo spettacolo ai massimi livelli. Poco importa se, in realtà, i meriti sportivi siano raggiunti con mezzi e modi subdoli, illegali e antisportivi. Questo è quello che vuole la maggior parte della gente. È inutile nascondere la realtà dei fatti. Se la domanda (legata alla visione di sport “dopato”) calasse in modo drastico, anche l’offerta (illegale) scenderebbe di pari passo. Assistiamo, quasi ogni giorno, a situazioni fortemente imbarazzanti, inopportune, fuori luogo, illegali e antisportive legate ad atleti, allenatori, dirigenti, giornalisti e addetti ai lavori; circostanze chiaramente non legate solo al mondo del “doping” e delle scommesse ma anche ad altri aspetti. Da parte di una buona fetta dei tifosi, a cosa assistiamo invece? Al massimo a una tenue indignazione iniziale ma, nella maggioranza dei casi, a patetiche e insistenti giustificazioni che non trovano, in alcun modo, un credibile ed effettivo riscontro. Questo è quello che vuole la maggioranza dei tifosi? Continuiamo a offrire questo allora! Però, per favore, almeno evitiamo di esternare indignazioni false e ipocrite.

Tempo di elezioni – Part one

By Admin  –  Pubblicato il giorno 9 agosto 2015

Keep calm_It's election time - 01

Le Olimpiadi di Rio De Janeiro del 2016 non rappresentano solo una manifestazione polisportiva d’interesse planetario ma anche l’inizio ufficiale delle manovre organizzative che porteranno alle elezioni dei presidenti delle federazioni sportive appartenenti al CONI; dopo di ciò si passerà all’elezione del presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. In realtà le manovre di carattere politico, per alcune federazioni, sono iniziate già da qualche tempo; in maniera troppo anticipata a detta di alcuni e in modo tempestivo secondo il giudizio di altri.
Ma non è questo il punto! Fermo restando l’auspicio che ciascuna di tali elezioni avvenga in un clima disteso e sereno secondo principi leali e onesti (pura utopia!), mi domando quali possano essere le armi vincenti in un periodo di ristrettezze economiche come quello che stiamo attraversando ora a livello mondiale.
Escludiamo a priori l’eventualità di elezioni che si svolgano con una schiacciante vittoria a maggioranza “bulgara” (giusto per semplificare i concetti ma, comunque, mi aspetto tale circostanza in molte istituzioni federali dello sport nazionale) e immaginiamo un ipotetico candidato che debba attraversare, in lungo e in largo, la nostra penisola per convincere i rappresentanti delle varie società, gli atleti e i tecnici a votare per la propria candidatura. Quali sono le linee guida comportamentali e programmatiche che detto candidato deve seguire? Abbiamo accennato al fatto che non possa basare la propria elezione promettendo investimenti in denaro (puliti e legali) perché soldi non ce ne sono! E allora? Come fare per convincere i potenziali elettori?

Idee in corso - 01  IDEE CHIARE
Aver chiaro l’obiettivo da raggiungere non significa necessariamente conoscere le modalità da attuare per ottenere il risultato finale. Come, dove, perché e quando muoversi in una determinata direzione, rappresentano i punti chiave per ottenere ciò che si vuole. Bisognerebbe seguire un percorso illuminato da metodi ben definiti, procedure chiare e modalità di comportamento inequivocabili.

Programma di lavoro - 01 PROGRAMMA DI LAVORO
Basare il proprio “modus operandi” secondo le linee guida stabilite da un programma di lavoro organizzato su punti ben precisi; ogni punto è legato al precedente e al successivo secondo criteri coerenti seguendo una logica ferrea e limpida. Talvolta sarebbe sufficiente all’elettore soffermarsi a leggere semplicemente il sommario dei punti programmatici, per capire se esiste detta logica; qualcosa che indirizzi il lavoro globale nella direzione del risultato finale da ottenere.
Quando si elabora il programma di lavoro da sottoporre all’attenzione dei propri elettori, sarebbe opportuno non trascurare i dettagli e i particolari di ciascun punto in elenco; pensare che qualcuno non chieda conto nello specifico dei punti riportati in programma e come dare per scontato che non esistano persone preparate e competenti a tal punto da poter contestare in dettaglio le linee guida programmatiche. Eppure di persone competenti ce ne sono, poche ma ce ne sono! E quando queste parlano, a ragion veduta, lasciano pochi spazi di manovra se non si è effettivamente preparati nello specifico.

Cercasi collaboratori - 01 COLLABORATORI
La scelta dei collaboratori, sia quelli che aderiranno al programma di lavoro preliminare sia quelli che occuperanno cariche ufficiali nella futura istituzione sportiva, rappresenta un punto focale da non sottovalutare nella fase di programmazione. La persona giusta al posto giusto! Il lungo periodo di avvicinamento alle elezioni, aiuterà il candidato a conoscere meglio i propri collaboratori e a capire se le scelte fatte siano quelle opportune in relazione alle cariche da occupare o ai compiti da svolgere.
Inoltre la chiarezza, la trasparenza, il continuo coordinamento e la costante comunicazione tra il candidato e i collaboratori, sono aspetti di primo piano che assolutamente non devono essere sottovalutati; sarebbe un grave e imperdonabile errore non tenere al corrente i propri collaboratori di tutte le iniziative, i cambiamenti e le modifiche in corso d’opera.
Un sano spirito di gruppo sarebbe auspicabile, non solo il coordinamento e l’organizzazione tra i singoli; nel senso che non sono accettabili comportamenti del singolo individuo votati al raggiungimento di obiettivi personali che esulano completamente dalle linee guida stabilite o addirittura vanno in contrasto con gli scopi generali dell’organizzazione. Il singolo ha tutto il diritto di avere degli obiettivi personali ma questi ultimi, per ovvi motivi, non possono e non devono andare in contrasto con quelli principali condivisi da tutto il movimento elettivo.

Comunicazione - 01 COMUNICAZIONE
Comunicare con tutti è la parola d’ordine! Comunicare con i collaboratori e con i potenziali elettori. Comunicare in maniera chiara, diretta, puntuale, continua, precisa, inequivocabile, trasparente e chi più ne ha, più ne metta. Non si tratta solo di stabilire il mezzo di comunicazione ma anche il modo di comunicare! Quindi, non solo stabilire magari il mezzo più innovativo per comunicare efficacemente (il WEBINAIR?) ma scegliere anche la persona giusta che sappia occupare in maniera eccellente il ruolo di coordinatore degli aspetti legati alla comunicazione.
Molto spesso, in sede di assemblea o riunione, ho assistito alla presenza di relatori che non sanno comunicare alla platea i concetti che vorrebbero esporre, tra l’imbarazzo e la confusione generali. Chi ha deciso l’intervento orale di questo relatore?
Talvolta si assiste addirittura a delle incomprensibili “gaffe” da parte del generico relatore, situazioni difficilmente ricomponibili che mettono in seria difficoltà l’organizzazione generale.
Per non parlare delle improbabili comunicazioni scritte redatte secondo incomprensibili regole di grammatica del tutto personali, comunicazioni elaborate con il chiaro intento di trasmettere il “nulla”.
Insomma si dovrebbero scegliere i collaboratori in modo che, in maniera chiara e inequivocabile, sappiano comunicare concetti condivisi dall’intera organizzazione. E’ chiedere troppo?
Un altro aspetto sempre poco considerato, è quanto tempo dovrebbe parlare un relatore in sede assembleare per non rischiare di addormentare la platea. In tal caso, a meno che non si abbia a che fare con un esperto attore di teatro che sappia, in maniera esemplare e continua, attirare l’attenzione del pubblico, non si può andare oltre i trenta/quaranta minuti per esporre i propri concetti prima di una salutare pausa liberatoria.
Infine stabilire una fitta rete di efficace e rapida comunicazione scritta (Internet, Blog, sito WEB, E-Mail, SMS, Skype, ecc.) in modo da mantenere sempre vive e costanti le relazioni con i propri i collaboratori e i potenziali elettori.

Mappa Italia - 01  PRESENZA SUI TERRITORI LOCALI
Essere presenti periodicamente nelle varie realtà locali mantenendo rapporti diretti con le persone, è un dovere imprescindibile! Soprattutto però, una volta che è stato pubblicizzato il proprio programma di lavoro, bisogna saper ascoltare. Ascoltare e prendere nota dei problemi legati all’ambiente visitato, proporre soluzioni condivise, individuare un rappresentante territoriale al quale fare costante riferimento e stabilire dei programmi di lavoro più specifici che vanno incontro alla realtà del territorio visitato.

Conclusioni - 01 CONCLUSIONI
Le considerazioni precedenti, per quanto banali possano sembrare, danno forza ai contenuti programmatici ma non trovano riscontro nella maggioranza dei casi. Quindi sono tanto banali quanto di difficilissima applicazione. Non entrerò nel merito della spiegazione relativa all’ardua messa in pratica delle predette osservazioni; mi limiterò a sottolineare il fatto che talvolta sorge il dubbio che tutto ciò non sia messo in atto per motivi precisi. Quali siano questi motivi, lascio a voi stabilirli.
Soldi non ce ne sono! Idee si! Come ci sono anche ottimi elementi che possano mettere in pratica tali idee.
Poi però, purtroppo, c’è l’uso di procedure “sporche” da parte di qualche candidato, chiamiamolo il “doping” elettorale! A quello risponderà la coscienza di ciascun elettore! Alla fine dei giochi, però, non continuiamo a lamentarci!